Il “vago” cartello della Sinistra e “l’asso di picche” di sempre

Da tempo rispondiamo con ironia e con una sonora risata alle continue provocazioni “regionali”.

Siamo subissati da demagogie e da goffaggini.

Da secoli vi sono Finanaziarie e Assestamenti di Bilancio che hanno un solo obiettivo: ripianare debiti e sprechi di ogni genere.

Con una ritualità disarmante gli amici del giaguaro  di sempre (quello mai smacchiato da Bersani)

continuano imperterriti a chiedere e ottenere prebende per portaborse  e personale più disparato, dal sottogoverno dell’ ALSIA/Arpab/Arbea ai consorzi agrari, industriali, di bonifica e all’abbonato Comune di Potenza.

Non vi è assestamento che non preveda un obolo per la città di Potenza.

Purtroppo, questo assestamento non lha previsto.

E’ la prima volta che succede. Bisogna correre ai ripari.

Qualcuno si muoverà sicuramente nei prossimi giorni.

Nel frattempo il cartello della Sinistra dal PSI a Rifondazione Comunista, da SEL a Verdi può sembrare agli occhi degli sprovveduti  un vero sussulto d’orgoglio.

Noi uomini di buona volontà lo speriamo di cuore.

Non possiamo consentire a politici con plurimandati e ai tanti privilegiati della famigerata Legge Mosca (quella che dava congrue  pensioni ai sinsacalisti e ai funzionari di Partito) di poter dettare l’agenda politica di sempre.

Devono fare un passo indietro e consentire ai giovani di uscire allo scoperto e rinnovare la classe dirigente.

Ma,purtroppo, il Cartello della Sinistra  è solo una prima timida risposta al potere ,quasi assoluto, esercitato dal PD, DS, Margherita e via discorrendo in questi ultimi  venti anni.

Venti anni di dominio assoluto con una pavida Sinistra, non  immune da colpe e da responsabilità.

Una Sinistra lucana china e supina.

Se la Sinistra lucana avesse maturato in questi ultimi venti anni un briciolo di orgoglio, forse, non saremmo arrivati  alla disgustosa clientela del debordante e sprecone sottogoverno lucano, alle ambiguità della Fenice, al saccheggio della Val d’Agri e  al nauseante rimborso facile.

Un rimborso che non ha salvato la Sinistra e  neanche il Consiglierie dei Comunisti Italiani.

Le mani sulla regione per mutuare il film di Francesco Rosi (Le mani sulla città) sono divetanti in questi anni veri e propri tentacoli.

Non c’è bisogno che ce lo ricordino i tanti opinionisti sparsi su facebook e dintorni.

Lo sappiamo tutti che il vero potere doveva ruotare intorno a un  Re Sole. Prima Bubbico, poi De Filippo.

La Sinistra umiliata è stata confinata negli ultimi scranni del Consiglio regionale.

Una sinistra che  ha goduto del suo seggio con qualche prebenda e con qualche piccola e insignificante presenza nei vari CdA del sottogoverno lucano ,Acquedotto lucano, in primis.

Tutti soddisfatti di aver calato  al momento giusto il proprio Asso.

Un Asso di Picche che nella “cabala” significa Morte.

Morte annunciata e Morte praticata per la Sinistra lucana.

Dobbiamo amaramente constatare che l’Asso di Picche della Sinistra lucana ha esercitato un ruolo  subalterno senza mai esercitare una seria contestazione.

Mai  si sono levate voci dissidenti  dai banchi della Sinistra verso queste odiate oligarchie.

“L’assumificio” defilippiano compreso quello della Comunicazione prima, del Portavoce e del responsabile dell’uffico Stampa  dopo, non sono mai stati oggetto di interrogazioni “sinistre”.

Forse neanche il “Minculpop” aveva osato tanto.

Sono macigni che non abbiamo mai rimosso.

L’assumificio dei boiardi in  Giunta e nell’inutile e sprecone  sottogoverno hanno completato il quadro desolante dei silenzi “sinistri”.

Caro Asso di Picche ,noi uomini laici e di sinistra siamo vissuti come arredi umani e come sudditi in un surrogato di democrazia.

Purtroppo, lo dobbiamo ribadire, che  l’importane per l’Asso di Picche  era salvare qualche posto in Giunta Provinciale  o in Consiglio Regionale.

Mancando la spina dorsale laico-socialista e progressista, non quella degli affari e delle camarille (sempre in voga nella DC e nel PSI dei decenni scorsi ), la SEL come Rifondazione e i comunisti Italiani i Verdi e il PSI si sono ritagliati un mero ruolo di sudditanza disgustosa.

L’importante era confermarsi per questi venti lunghi anni con un seggio provinciale o/e regionale.

Un ruolo grigio e un ruolo di riserva.

Un ruolo che si appassiva giornalmente con la crescita paurosa dei licenziati cinquantenni e un distacco siderale con il Pianeta Giovani lucano.

Se a tutti questi angoscianti interrogativi il Cartello della Sinistra  darà una seria risposta forse tanti laici e uomini della Sinistra lucana  cominceranno a riflettere.

Cominceranno a riflettere sui mancati buoni esempi di una sinistra che vuole voltare pagina e vuole licenziare gli assi di Picche dediti alla conquista della  poltrona di governo e sottogoverno.

Un Cartello che ponga fine al regime manifesto  del PD come quello ultimo esercitato da De Filippo.

Putroppo,scrivere una nota didenuncia è semplice e non comporta vincoli di sorta.

Operare concretamente con tanti Assi di Picche sarà sicuramente difficile e complicato.

Siamo in presenza di un alto tasso di ipocrisia e di demagogia e gli assi di picche sono sempre in agguato.

Sarà difficile operare con sobrietà ed efficacia “passando necessariamente attraverso una profonda riforma amministrativa” con la “centralità della questione morale”.

Se sono rose fioriranno. se sono cachi.

mauro.armando.tita@alice.it

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