La Torre Angioina: una interminabile storia senza lieto fine

torre-1964Come è risaputo la Torre Angioina è il simbolo e l’anima del nostro Paese ed è il suo biglietto da visita in tutto il mondo.

Purtroppo l’importanza che essa riveste per Ruvo non va di pari passo con la costanza di interesse mostrato nei suoi confronti da parte dei nostri Amministratori Pubblici nel corso degli anni.

Sono infatti passati oltre venti anni da quando i legittimi proprietari, contattati negli Stati Uniti, hanno mostrato la volontà di donare la Torre al Comune di Ruvo del Monte e da allora nulla di risolutivo è stato fatto: piccoli o grandi passi, ma nessuno di essi ha portato al risultato finale di restituire al pubblico godimento ed alla proprietà pubblica il simbolo di Ruvo del Monte nel mondo.

La misura è ormai colma: la condizione strutturale della Torre è giunta ormai quasi al punto del non ritorno, con una crepa profonda e vistosissima che si apre sempre di più e con le pareti che si allontanano e si inclinano pericolosamente.

Molto probabilmente il nostro amato simbolo non resisterà per troppo tempo alle intemperie ed ai fenomeni naturali ed è destinato, suo e nostro malgrado, a passare tra i protagonisti di questa rubrica e diventare anch’essa il ricordo di qualcosa che non c’è più.

castello di ruvo

LA TORRE ANGIOINA ED IL CASTELLO DOMINANO RUVO DEL MONTE

E, ne siamo certi, una volta scomparsa nessuno più farà nulla per ricostruirla, o, se ciò sarà fatto, avverrà sicuramente nel pieno disprezzo e stravolgimento di ciò che essa è sempre stata, grazie alle intelligenti teorie ed indissolubili quanto inopinabili certezze di tecnici che, forse, hanno visto questo storico monumento solo in cartolina (basti per tutti l’esempio degli scempi perpetrati nella ricostruzione della Chiesa Parrocchiale e del Convento di Sant’Antonio, quest’ultimo privato addirittura dello storico campanile!).

E’ QUESTO CIO’ CHE I CITTADINI DI RUVO DEL MONTE VOGLIONO?

Essa non solo rappresenta Ruvo del Monte, ma è di interesse artistico e storico e come tale è stata classificata e posta sotto tutela, ai sensi della legge 1089/39,dal Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali che definisce il complesso del castello “…un significativo esempio di complesso residenziale fortificato risalente al XVI secolo con un  torrione preesistente circolare di epoca angioina con coronamento a mensole multiple che costituisce l’emergenza architettonica ed ambientale di riferimento dell’intero centro abitato…”.

Nelle condizioni attuali rappresenta anche un serio pericolo per l’incolumità di coloro che abitano nelle sue vicinanze ed anche sotto questo aspetto dovrebbe rappresentare un’urgenza per la nostra Pubblica Amministrazione la sua messa in sicurezza, al fine di mettersi oltremodo al riparo da possibili conseguenze anche penali.

E’ pertanto sconfortante l’atteggiamento assunto di fronte a quello che è il biglietto da visita di Ruvo del Monte, tanto che, anziché trovare con urgenza una strada per l’acquisizione al Comune della Torre Angioina e per il suo restauro, si lascia passare il tempo e si sentono in giro storie che nulla hanno di gratificante, nel disprezzo più assoluto di quello che dovrebbe essere l’unico e solo fine, cioè quello di acquisire la Torre e restaurarla.

Non sta a questa sede suggerire strumenti che appaiono ovvi, e che il buonsenso e la saggezza del “buon padre di famiglia” evidenzierebbero anche ai più sprovveduti.

Questa sede ha però il compito e lo scopo di  promuovere e tutelare con ogni mezzo lecito il patrimonio artistico, storico e culturale di Ruvo del Monte, particolarmente con riferimento alla Torre Angioina.

Si chiede, pertanto, a tutti i Ruvesi, che certamente e fuori da ogni dubbio hanno a cuore il proprio paese, ovunque essi si trovino o risiedano, di promuovere con ogni mezzo lecito una campagna di sensibilizzazione e di denuncia su questo problema perché si faccia un passo ufficiale e risolutivo entro tempi ragionevolmente brevi per risolvere il “problema” Torre Angioina.

Un ottimo esempio in tal senso è stato quello promosso da Armando Tita sul “Quotidiano di Basilicata”, con il quale si è segnalata la Torre Angioina quale monumento da adottare per la sua salvaguardia e la sua sopravvivenza.

Da questa sede si  metterà in atto, nell’ambito delle sue precipue attribuzioni,  ogni strumento di sensibilizzazione, di informazione, di protesta e di denuncia, ad ogni livello, per risolvere una volta per tutte la situazione della Torre Angioina e quella del generale stato attuale del nostro paese (vedi situazione di Piazza Ungheria, vedi illuminazione pubblica obsoleta, insufficiente e fatiscente, vedi situazione intollerabile degli impianti sportivi, vedi oblìo del Civico Museo Archeologico, vedi degrado ed abbandono generale, fisico e sociale, del nostro paese che, solo fino a tre anni fa, era un gioiello di pulizia, efficienza, manutenzione, collaborazione, pace sociale e quant’altro).

castello dall'alto castello dall'alto

IL COMPLESSO DEL CASTELLO E DELLA TORRE ANGIOINA VISTI DALL’ALTO

Di questo problema, la Torre Angioina, ci occupiamo ormai da anni, restando sempre vigili e tenendo alta l’attenzione e la concentrazione perché non cada nell’oblio e nell’indifferenza.

Già avevamo posto la questione all’attenzione dell’allora Sindaco Giuseppe Domenico Fasano il quale, con la precisione e la completezza di informazione che ne hanno sempre caratterizzato l’operato, ha puntualizzato con dovizia di particolari alcuni aspetti.

Ha innanzitutto precisato che ai sensi della legge 1 giugno 1939, n.1089, l’immobile “Torre e Castello Angioino” veniva dichiarato, dal Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali, con Decreto del 14 ottobre 1985, di interesse particolarmente importante e sottoposto a tutte le disposizioni di tutela contenute nella legge stessa perché rappresenta “un significativo esempio di complesso residenziale fortificato risalente al XVI secolo, variamente articolato in coerenza con la morfologia del luogo caratterizzato dai resti del fossato e da un doppio accesso archivoltato.

Il castello dominante l’abitato, di cui ne costituisce il nucleo più antico, ingloba un preesistente torrione circolare di epoca Angioina con coronamento a mensole multiple che costituisce l’emergenza architettonica ed ambientale di riferimento dell’intero centro abitato”.

torre negli anni '50

LA TORRE ANGIOINA NEGLI ANNI CINQUANTA

Il Castello e la Torre Angioina, di proprietà di privati cittadini, e nello specifico della famiglia Tozzi, dopo il terremoto del 1980 fu interessato dai lavori di recupero a seguito di un progetto presentato in data 30 marzo 1984 ed approvato dall’apposita commissione ex art.14 legge 219/81, per un importo di £ 409.081.742.

Il buono contributo emesso, per un importo pari a £ 284.947.659, riguardava solo le opere strutturali.

Vennero eseguiti lavori (iniziati nel 1988) per un importo pari a £ 253.174.630 (6° SAL in data 04 settembre 1991).

Restavano £ 31.773.029 mai utilizzate.

Fu presentata una perizia di variante e suppletiva nel 1989, per un importo pari a £ 749.743.343, mai approvata dalla Commissione ex art.14 L. 219/81 in quanto “… dagli elaborati in possesso si evincono tipi di interventi non restaurativi, ma bensì di demolizione e ricostruzione, in contrasto con gli obiettivi cui l’intervento si propone”.

La stessa Soprintendenza esprimeva parere negativo agli interventi proposti in quanto ritenuti non congrui alla tutela e conservazione del monumento.

In data 11 marzo 1994, a seguito di integrazioni presentate dal progettista, la Soprintendenza esprimeva, con nota n.4352 del 22 aprile 1994, per quanto di competenza, parere favorevole all’approvazione del progetto, a condizione che venissero rispettate alcune prescrizioni.

La Commissione esaminava la perizia di variante e richiedeva in data 23 ottobre 1996 al sig. Emilio Tozzi, rappresentante degli eredi Tozzi, “…il titolo di proprietà, la dichiarazione di accollo di spesa, anche in considerazione della cospicua entità della stessa, la dichiarazione da parte del tecnico che le prescrizioni della Soprintendenza, di cui alla nota del 22 aprile 1994 n.4352, siano inserite e rispettate nel progetto”.

Queste integrazioni non sono mai pervenute al Comune, per cui la perizia di variante risulta non approvata.

Ha poi sottolineato l’allora Sindaco Fasano che dal 1982 le Amministrazioni Comunali che si sono succedute hanno cercato di venire in possesso di tale monumento che rappresenta il simbolo del paese.

torre angioina

LA TORRE ANGIOINA E PARTE DEL CASTELLO

L’Amministrazione Fasano, insediatasi nel giugno del 1999, ha ripreso i contatti con gli eredi Tozzi nel maggio, nel giugno e nel dicembre 2000.

Alcuni degli eredi Tozzi, contattati negli Stati Uniti per il tramite del Conosolato Generale d’Italia a New York, si sono dichiarati diponibili alla donazione.

Essi hanno richiesto una modifica della procura a donare inviata loro nell’anno 1997.

Con lettera del dicembre 2000 sono state inviate, attraverso il Consolato Generale, le opportune precisazioni ai rilievi avanzati.

Dopo questa data al Consolato non sono mai pervenute le lettere di assenso di tutti gli eredi per dare seguito all’atto di donazione.

A metà anno 2001 si è scoperto che il sig. Emilio Tozzi, nato e residente a Ruvo del Monte, assegnatario del Buono Contributo ai sensi della Legge 219/81 quale rappresentante della famiglia Tozzi, proprietaria della Torre e di parte del Castello, era egli stesso proprietario della Torre Angioina e del Castello “per aver usucapito dopo aver posseduto iure domini pacificamente ed ininterrottamente per il tempo previsto dalla legge”, come si legge nell’atto notarile dell’anno 1997.

L’allora Sindaco Fasano ha quindi contattato personalmente, sia verbalmente che con atti ufficiali, il sig. Emilio Tozzi, chiedendo allo stesso di donare al Comune di Ruvo del Monte tanto il Castello quanto la Torre Angioina, ma la risposta è sempre stata negativa.

Si è pensato quindi di far rientrare nella programmazione P.I.T. (Progetti Integrati Territoriali nell’ambito del Programma Operativo Regionale – P.O.R. – degli anni 2000-2006) del primo triennio l’aquisizione ed il relativo progetto.

Tuttavia le risorse irrisorie messe in campo dalla Comunità Montana del Vulture-Alto Bradano per un progetto intercomunale che interessava i Comuni di Ruvo del Monte, San Fele, Rapone ed Atella (a fronte di un progetto stralcio predisposto dai quattro Comuni, pari ad euro 3.100.000, il riparto, nel settembre 2002, destinò ai quattro Comuni solo euro 1.808.000) ed i tempi ristretti per la presentazione del progetto hanno indotto il Comune di Ruvo del Monte ad optare per un altro tipo di intervento: nello specifico, la sistemazione dell’area ex discarica del Fosso Tufarone).

Nel settembre 2002 la Conferenza dei Sindaci, dopo aver approvato tale riparto, ha cominciato a discutere del completamento della proposta P.I.T. per il secondo triennio.

In quella riunione, ha riferito Fasano, dopo le rimostranze dei Sindaci di Ruvo del Monte, San Fele, Rapone ed Atella, il Sindaco del Comune di Melfi ha fatto una proposta di mediazione suggerendo di “…riservare ai Comuni di Lavello, Melfi, Rionero In Vulture e Venosa, che erano stati esclusi dal riparto del primo triennio, il completamento del riparto per il secondo triennio, tenendo conto dei riferimenti e diramazioni sulla rimanente parte del territorio, prioritariamente per i Comuni di Atella, Rapone, Ruvo del Monte e San Fele”.

Stanti così le cose, in vista di un nuovo riparto di fondi, il Consiglio Comunale di Ruvo del Monte, con delibera n.50 del 29 ottobre 2002, ha pensato di iniziare le procedure di acquisizione della Torre, rinviando la trattazione dell’argomento per formulare preventivamente la valutazione dell’immobile.

Nel frattempo la Conferenza dei Sindaci si è riunita più volte, ma senza deliberare tale atteso riparto.

L’allora Sindaco Fasano ha puntualizzato come fosse perfettamente consapevole del fatto che la Torre Angiona versasse in precarie condizioni di staticità e che dovesse emettere ordinanza di sgombero per i privati cittadini, ordinando la messa in sicurezza al sig. Emilio Tozzi e, in caso di inadempienza da parte di questi, sostituirsi in danno nei suoi confronti, ma di avere ben chiaro, d’altro canto, come nessun intervento fosse possibile da parte della Soprindendenza per i Beni Ambientali ed Architettonici della Basilicata sino a quando la Torre restasse un bene di proprietà privata.

Come ulteriore atto nel corso del suo mandato Giuseppe Domenico Fasano ha tentato la strada del Decreto Legislativo n.41 del 22 gennaio 2004, il cui art. 32 recita testualmente: Il Ministero può imporre al proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo gli interventi necessari per assicurare la conservazione dei beni culturali, ovvero provvedervi direttamente”, ed ha interessato gli Organi preposti.

Nel luglio del 2006 il Comune di Ruvo del Monte, con il Sindaco Fasano, ha redatto un progetto preliminare che è stato presentato alla Comunità Montana del Vulture-Alto Bradano, nell’ambito di un bando concorsuale di premialita’ a disegno regionale Mis.II 1 A denominato “Tutela e valorizzazione delle risorse storico-culturali”.

La Regione Basilicata – Dipartimento Attivita’ Produttive, sulla base di tale progetto, ha concesso al Comune di Ruvo del Monte un finanziamento dell’importo di euro 150.000,00, relativo all’acquisizione e messa in sicurezza della Torre Angioina, del quale il Comune ufficialmente è stato informato con nota del PIT – Comunita’ Montana del Vulture in data 09-09-2008, tant’e’ che la Giunta con delibera n.112 del 30-10-2008 ne ha preso atto.

Prima di iniziare le procedure per l’acquisto, il Sindaco richiede una stima ufficiale del valore della Torre Angioina attraverso un organismo qualificato quale l’Agenzia del Territorio, visto il carattere storico-artistico dell’immobile; stima che, richiesta nell’agosto 2008, viene effettuata nel novembre 2008, attribuendo alla Torre Angioina il valore di 60.000 euro.

Obiettivamente bisogna ammettere che nessuna Amministrazione Comunale in tanti anni abbia intrapreso tante iniziative e fatto tanti tentativi concreti per acquisire la Torre Angioina ed il Castello come quella guidata da Giuseppe Domenico Fasano nel corso dei suoi due mandati consecutivi di primo cittadino dal 1999 al 2009.

Nel frattempo il sig. Emilio Tozzi è deceduto e nella proprietà sono subentrati i suoi eredi, che si sono disposti con animo diverso dal loro “de cuius” e si sono mostrati interessati a vendere al Comune di Ruvo del Monte la loro proprietà, anche se una di essi ha ritenuto non congrua la stima effettuata dall’Agenzia del Territorio, stimando il valore della Torre Angioina in 120.000 euro.

Prima di terminare il proprio ultimo mandato il primo cittadino ha richiesto una nuova stima all’Agenzia del Territorio che ha confermato, in data 12 maggio 2009, essere di 60.000 euro il valore della Torre Angioina.

Questi sei mesi di ritardo (da novembre 2008 a maggio 2009) intercorsi tra la prima stima dell’Agenzia del Territorio e la sua conferma impediscono al Sindaco Fasano di acquisire la Torre Angioina al Comune di Ruvo del Monte, in quanto termina il suo mandato per scadenza naturale e non può ricandidarsi per legge una terza volta consecutiva; egli non può vedere quindi realizzato il frutto di tanto costante ed intenso lavoro con il suo tanto auspicato risultato finale e purtroppo non può, quindi, mettere la classica “ciliegina sulla torta”.

Purtroppo una successiva gestione a dir poco superficiale dei rapporti e della questione ha rovinato in poco tempo tanti concreti risultati, raggiunti peraltro anche a tutela degli interessi economici del Comune di Ruvo del Monte, e quindi di tutti i cittadini, cui era giunto l’ex Sindaco Fasano.

 

torre angioina

LA TORRE ANGIOINA VISTA DALLA CORTE DEL CASTELLO

Nella primavera del 2009 si è insediata l’Amministrazione Romano che subito ha illuso tutti che si potesse giungere finalmente ad una soluzione positiva del problema.

Difatti si è trovato il piatto già pronto della attribuzione al Comune di Ruvo del Monte della somma di euro 150.000 da destinare esclusivamente all’acquisizione e messa in sicurezza della Torre Angioina.

Sulla base di detto progetto presentato dall’allora Sindaco Fasano e con la relativa promessa di finanziamento, acquisita l’accettazione definitiva di tutti gli eredi Tozzi, è stata deliberata l’acquisizione della Torre Angioina da parte del Comune di Ruvo del Monte (delibera consiliare n.35 del 30-7-2009) ed è stato stipulato un compromesso con tutti gli eredi Tozzi, da confermare poi in vero e proprio contratto definitivo di acquisto della Torre Angioina da parte del Comune di Ruvo del Monte.

E’ stata finalmente messa la parola fine su questa lunga e tormentata storia?

Macché.

All’atto della stipula del rogito, avvenuta in data 16 aprile 2011, un’erede, Tozzi Marietta, proprietaria per i 3/36 della Torre Angioina, si è tirata indietro, pare per insanabili divergenze dopo una discussione con l’acquirente, e non è stato più possibile acquisire l’intera proprietà, ma solo la parte degli altri eredi, e cioè i 33/36.

Il fatto in sé è inoltre molto grave, poiché il concedendo finanziamento di euro 150.000 da parte della Comunità Montana era vincolato dalla condizione “sine qua non” di acquisire l’intera proprietà della Torre Angioina, cosa che non è stata realizzata se non in parte.

E difatti, dopo varie richieste di chiarimenti ed inviti da parte della Comunità Montana del Vulture-Alto Bradano nel corso di ben due anni e nonostante gli impegni formalmente assunti, non fornendo il Comune di Ruvo del Monte la garanzia e la certezza dell’acquisizione dell’intera proprietà, in quanto non è stata regolarizzata la documentazione idonea per consentire l’esecuzione di tale intervento, la Comunità Montana del Vulture ha revocato il contributo, destinando i 150.000 euro al completamento delle attività in corso di ultimazione di altri lavori in altri Comuni inerenti lo stesso progetto.

La parte acquisita della Torre Angioina, peraltro, in assenza di fondi certi e liquidi, ed in presenza di un compromesso e successivo contratto formalizzati, e che impegnavano l’acquirente, è stata acquistata con anticipazione da parte del Comune di Ruvo del Monte di euro 67.000 prelevati utilizzando indebitamente i fondi della Legge 219/81, vincolati, come è noto, esclusivamente per finanziare le opere ed i lavori di ricostruzione conseguenti il sisma del 23 novembre 1980.

Un vero e proprio pasticcio, quindi, che ha comportato un indebito utilizzo di fondi non utilizzabili per lo scopo, la perdita di un cospicuo finanziamento e non ha neppure permesso al Comune di Ruvo del Monte di acquisire l’intera proprietà della Torre Angioina.

Pasticcio cui tardivamente si è cercato di porre rimedio, ma inutilmente, paventando l’attivazione delle procedure di esecuzione forzata ed espropriative nei confronti della erede proprietaria dei 3/36 che non aveva più sottoscritto il rogito.

A tale riguardo bisogna sottolineare come sarebbe stato opportuno, normale, utile e saggio, oltre che legalmente ed impeccabilmente corretto ed inoppugnabile, ricorrere allo strumento dell’esproprio e dell’esecuzione forzata prima di sperperare indebitamente i soldi della legge 219/81.

Purtroppo l’attitudine maldestra di qualche “dilettante allo sbaraglio” ci ha portato a questo risultato: perdita di un finanziamento di 150.000 euro, non acquisizione alla pubblica proprietà per il 100% dello storico monumento ed al punto di partenza di vedere ancora oggi la Torre Angioina abbandonata a sé stessa e prossima alla capitolazione, ormai fatiscente e vicina al suo disfacimento.

Il 21 dicembre 2012 il Prefetto di Potenza ha sciolto il Consiglio Comunale di Ruvo del Monte ed il Sindaco Romano è decaduto dalla carica, per cui si dovrà ricorrere all’elezione di un nuovo Consiglio Comunale e di un nuovo Sindaco.

La tutela e la salvaguardia, oltre che la valorizzazione e la pubblica fruizione della Torre Angioina, debbono essere un punto di prim’ordine del programma di governo dei prossimi Amministratori di Ruvo del Monte, ammesso che gli sperperi di quest’ultimo periodo, il pericolo di un probabile dissanguamento delle casse comunali per via dell’incombente “spada di Damocle” di un oneroso atto di pignoramento (altro capolavoro da “dilettanti allo sbaraglio”) ed il rischio concreto del dissesto finanziario lascino anche il più piccolo margine di manovra per poter fare qualcosa, e non solo per la Torre Angioina.

Ruvo del Monte, 07 gennaio 2013

Roberto Di Napoli

 

LA TORRE ANGIOINA INNEVATA
torre innevata

VIDEO: L’INTERNO DEL CASTELLO E DELLA TORRE ANGIOINA (LUGLIO 2008)

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