Siamo studenti e siamo emiliani pure NOI

La cronaca sul terremoto emiliano ci sconforta.

Le vittime “umili” (gli operai napoletani in primis) di questa tragedia ci fanno rivivere i primi giorni del nostro sisma del 23 novenbre 1980.

Rivivere, solo, “televisivamente”, oggi,   a distanza di oltre trentanni, i primi momenti terribili delle violente scosse di terremoto ci riempie il cuore di emozione.

Rivedere  un patrimonio abitativo e un  territorio sconquassato,  una  totale  distruzione  dei servizi primari (luce, acqua e gas)   lo sguardo attonito e impaurito dei bambini e degli anziani per noi  significa ripercorrere un tragico sentiero, mai dimenticato.

Tutta la nostra  solidarietà va a quegli amministratori seri e sensibili che stanno toccando con mano una realtà tragica e per certi versi soccombente.

Sono attimi struggenti  scolpiti nella nostra memoria per il grande scoramento, la grande sfiducia e la grande confusione che regna sovrana nelle prime ore del terremoto e nelle conseguenti scosse, cosiddette di assestamento.

Toccare con mano una tale drammatica situazione emergenziale con tanta impotenza è qualcosa di indicibile, qualcosa che fa male al nostro cuore.

Dare la nostra solidarietà a quelle popolazioni emiliane che si erano tanto prodigate nei nostri confronti nei giorni seguenti al sisma è un semplice atto dovuto da parte nostra.

La nostra commozione è ancora viva per le  vittime di oggi e le tante  di ieri e, soprattutto,  per le centinaia di bimbi morti nei vari crolli a cominciare da Balvano.

Quest’anno con la morte nel cuore per la dipartita della bella e generosa Melissa Bassi ci  toccherà riflettere anche  su queste giovani generazioni che scelgono la legalità e che vorrebbero  rinunciare alla delega  e alla committenza politica.

L’editoriale di Leporace e il commento di Cimmino uniti alla commozione di Vendola ci ripagano delle  insensibilità mostrate da noi società adulta verso i nostri  giovani.

La forza di reagire è tanta.

Per la prima volta la “carovana della legalità” ha avuto l’ unanime sussulto popolare.

Non più, solo, i giovani, ma,  tante istituzioni e tanta maggioranza silenziosa, dedita alla pratica omertosa… PROTAGONISTI.

Ricorderemo sempre  gli angeli del Fango, da Firenze a Genova, da Balvano a Laviano.

Giovani attivi e dinamici dell’epoca (oggi cinquantenni) che con pochi mezzi riuscirono a soccorrere tanti bambini e tanti anziani.

Vogliamo, soprattutto, ora, che,  siamo diventati emiliani,  pure Noi , ricordare con un racconto diverso, le migliaia di soccorritori e  di volontari di Bologna e di Modena che hanno contribuito ad alleviare il disagio delle popolazioni terremotate lucane.

Un racconto fatto di differenze e di diversità, di solidarietà e di seri comportamenti.

Abbiamo convissuto per qualche anno , grazie ai gemellaggi con il NORD, con la vera democrazia diretta.

Abbiamo esiliato i furbi, gli Anemoni e i Balducci annidati nei Commissariati zamberlettiani.

Abbiamo apprezzato la vera comunione e la vera condivisione senza egoismi o pregiudizi di sorta.

L’Emilia Romagna  ci ha fatto sentire , a noi lucani, stimati, riconosciuti e “tollerati”.

De Filippo non può fermarsi alla telefonata solidale al presidente  Errani .Deve inviare immediatamente uomini e mezzi per alleviare il dolore delle popolazioni interne di Finale e di Sant’Agostino.

De Filippo all’epoca del nostro sisma era un giovane studente in età adolescenziale, forse,  non ha mai  recepito la portata della vera comunione e condivisione  tra noi e il popolo emiliano.

Ancora ,oggi, a distanza di trentanni  gli emiliani di ieri ci riportano alla mente  i momenti più tragici ma, anche, i momenti  più belli  vissuti dalla “democrazia” lucana con la formazione di tanti Comitati Popolari Unitari.

Aver messo in relazione  la nostra identità, le nostre  radici, la nostra  storia, il nostro caparbio e  fattivo  impegno giornaliero con  le realtà politiche , sociali  ed economiche del Nord gemellate, è stato per noi una vera “palestra di vita”.

Il confronto posto in essere con  l’Emilia Romagna, in modo particolare,  con l’Amministrazione Comunale del Sindaco ZANGHERI  di Bologna, ancora scossa  dalla strage di Stato  del 2 agosto, ci ha fatto comprendere l’importanza della grande solidarietà del popolo italiano.

Ci ha fatto essere orgogliosi di appartenere  alla grande dignità “dell’etnìa lucana”.

L’ autentica appartenenza ad un contesto  sociale e territoriale, come quello lucano, si è fuso per la prima volta  con la grande partecipazione popolare, costruendo di fatto  la vera Cittadinanza Attiva.

Essere parte  di un microcosmo come quello lucano  è stato essenziale per tutti noi.

L’ Aver sperimentato concretamente   la ” Libertà e la Responsabilità”  ha significato per noi lucani , amministratori dell’epoca, una reale esperienza di democrazia diretta condita con l’impegno e l’entusiasmo di tanti giovani emiliani.

Anche noi abbiamo apprezzato le  giornate della meglio gioventù.

Sarà che siamo dei  grandi nostalgici di quel tempo, ma, il clima che si è vissuto in quei momenti  non è paragonabile con la schizzofrenia e l’egoismo di oggi che falcia e distrugge vittime innocenti.

Questa generazione,oggi, si ritrova  “terribilmente” lontana dalla politica e dai Palazzi del potere.

Una generazione che è costretta ad  assistere a polemiche strumentali e tante gaffes.

Noi vogliamo riflettere non solo sui numeri della ricostruzione o sul fallimento delle aree industriali e dismesse, come già ampiamente riferito nei mesi scorsi, ma, alla luce del terremoto emiliano vogliamo riprendere i vecchi protocolli d’intesa per RESTITUIRE quello che gli emiliani ci hanno dato con tanta generosità.

Noi vogliamo, caro De Filippo, discutere di POLITICA  alla Don MILANI,  e vogliamo rivivere l’imparzialità di quei momenti.

Vogliamo valori e buoni esempi come da sempre sostenuto da uomini con attributi come Sandro  Pertini e Vittorio Foa.

Vogliamo riprendere  questo  percorso per dare dignità, progresso e rispetto alle popolazioni lucane, in special modo ai dimenticati delle aree interne.

Vogliamo riprendere lo slogan dei socialisti francesi dopo il bel successo di Holland:  “Le progrès pour tous, le respect pour chacun”.

“Il progresso per tutti  e il rispetto per ognuno”.

Quello che manca in Italia e , in particolare , nel nostro Sud ,da troppo tempo.

A tutti i responsabili politici lucani chiediamo di ripercorrere, almeno parzialmente, con la memoria ,quei momenti bellissimi vissuti con tanta solidarietà umana.

Ai cittadini lucani chiediamo di incrociare i “diritti con i doveri” e il “rispetto con le regole”, per una vera convivenza civile.

Una convivenza di solidarietà con  gli uomini  coraggiosi e di buona volontà.

I giovani volontari emiliani ci hanno insegnato trentanni fa a superare le resistenze e gli egoismi che ostacolavano la creazione di un lavoro comune.

Con i giovani bolognesi dell’epoca, i lucani avevano imparato ad uscire dalla dimensione privata della indifferenza e della rassegnazione.

I giovani lucani di oggi e le istituzioni regionali devono, oggi , dimostrare all’Emilia Romagna che la dimensione privata della indifferenza e della rassegnazione non albergano più in Basilicata.

Siamo pronti a fare il nostro dovere e a ricambiare con la stessa “moneta”quello che generosamente abbiamo avuto oltre trentanni fa.

Mauro.Armando.Tita@alice.it

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