Vincenzo Petraglia e il Sano orgoglio lucano

“La mente è un paracadute funziona solo se è aperta” lo sosteneva Albert Einstein.

La replica del self made man Vincenzo Petraglia è un capolavoro di dignità e di orgoglio lucano.

Qualche volta  sparare nel mucchio non è edificante.

Anche in Basilicata vi sono le debìte eccezioni.

Anche se spezzo una lancia in favore delle denunce del Consigliere Rosa questa volta il bersaglio  è stato davvero  infelice.

Il buon Vincenzo Petraglia fa parte di quella schiera di trentenni lucani che hanno voltato le spalle ai comportamenti deprecabili di mera sudditanza  esperiti dalla maggioranza dei furbetti  inseriti nel  popolo bue lucano.

La cruda radiografia di Petraglia ci fa riflettere oltremodo.

Una cruda radiografia molto obiettiva che ci avvilisce e ci confonde.

Ci confonde perchè ignoravamo tanti free lance lucani con veri attributi  e ci avvilisce perchè tanti giovani di spessore sono stati costretti a emigrare dalla nostra amata terra.

Tanti giovani talenti possono “abbandonare” con tanta facilità la nostra regione?

Se lo chiedeva  sul Quotidiano l’architetto  Pierpaolo Fabbri qualche tempo fa con un particolare editoriale rivolto al comparto professionale “privato”.

I giovani  talenti lucani, quelli che hanno usufruito delle risorse dei Master finanziati dalla Regione Basilicata sono migliaia e sono  sempre più demoralizzati di fronte ai tanti fligli d’arte di sempre e alle tante parentopoli comprese quelle  “universitarie” lucane.

I “posti al sole” sono sempre più  riservati ai figli della casta, le asssunzioni  dei figli di  Latorre , Mastella e Marini alla Finmeccanica ne sono  l’ultimo “umiliante esempio”  di una catena difficile da spezzare.

A Pierpaolo Fabbri vorrei far presente che il tanto agognato  “privato sociale e professionale”  lucano non ha mai aperto ai giovani.

I giovani sono stati reclutati con mance irrisorie in special modo negli studi lucani degli Architetti e degli Ingegneri più quotati.

Un saccheggio professionale perpetuato ai danni dei nostri giovani professionisti  condito da promesse, mai mantenute.

Su questi mancati obiettivi  sono nate le tante emigrazioni intellettuali.

Le crisi industriali e le perenni crisi nel terziario privato hanno prodotto negli ultimi venti anni  effetti devastanti nelle famiglie lucane.

A tutto ciò si aggiunga l’esercito dei cinquantenni licenziati e in cerca di occupazione che   si è letteralmente raddoppiato nel corso degli ultimi mesi.

Anche in Basilicata i pignoramenti sono aumentati a dismisura.

E’ giusto che si ponga rimedio alle centinaia di quadri ,che non  hanno santi in paradiso?

Ce lo siamo chiesti qualche anno fa, inascoltati.

La Regione che   ha puntato  sul riconoscimento  dell’indennità di mobilità in deroga ai lavoratori ultracinquantenni non ha mai affrontato seriamente il tema dei lavoratori della conoscenza.

I free lance bivaccano nelle nostre redazioni con rimborsi umilianti e irrisori.

Non a caso il rapporto  Svimez aveva denunciato non solo la disoccupazione strutturale del Sud, ma, l’ingiusto e mai frenato esodo giovanile lucano.

Eppure in questi ultimi tempi vi è  un’attenzione, tutta particolare, per i tanti nostri meridionalisti, in primis Manlio Rossi Doria e Francesco Saverio Nitti,   del tutto ignorati ,da una stampa locale, sempre troppo distratta  su queste cose.

Proviamo un certo “sconcerto” per le mancate citazioni dell’intero mondo politico (vedi Passera) verso la  Basilicata e la sua questione energetica.

Nessun accenno  ai tanti giovani talenti lucani alla Vincenzo Petraglia già pronti con la valigia in un ipotetico percorso formativo della Fondazione Mattei.

Sergio Romano  sul Corriere della Sera, qualche anno fa, citando Galasso e la nuova questione meridionale, parlava della assoluta mancanza di una traccia della stessa,  nelle  politiche  economiche dei Governi nazionali, soprattutto “Berlusconi e Monti che si sono succeduti negli ultimi decenni.

Il Piano Sud è ormai acclarato è una BUFALA e riguarda stanziamenti europei ,che , negli anni scorsi sono stati oggetto di rapina, da parte del Governo Berlusconi(vedi Fondi FAS).

Purtroppo gli ultimi e positivi  esempi (Vedi Barca) non hanno prodotto alcun effetto occupazionale.

Sembra che vi sia  un destino avverso.

Le nostre accorate e insistenti denunce  producono solo un perverso  effetto moltiplicatore al contrario.

Oggi, nonostante, una  presunta buona volontà o un presunto rinnovamento anagrafico, assistiamo ancora a ” dirigismi  ” non più sopportabili.

Sembra che i Partiti democratici lucani nonostante la terrificante crisi politica  abbiano perduto l’ARCA e l’entusiasmo.

L’Arca era negli anni scorsi una mano tesa verso gli ultimi.

Lo dimostra il proliferare delle povertà nelle nostre città  vissute   nella totale indifferenza.

Un  vero sistema integrato rivolto agli anziani  e ai minori non è stato più riproposto con le vecchie e democratiche metodiche.

Tutto è improvvisazione e sperimentazione di tipo oligarchico.

Il controllo sociale dal basso non esiste più e non se ne avverte l’esigenza.

Sono lontani i tempi dell’Acquedotto Felice e della Scuola 723.

La politica del tempo non aveva  riproposto solo “palazzi e condomini”  rivolti ai  più poveri, ma, anche  tanti progetti integrati tra associazionismo, Enti locali e Università che hanno fatto nascere  tanti Centri di Aggregazione culturali e sociali di alto spessore.

Oggi tutto ciò è stato trasferito sui blog.

E’ aumentato a dismisura il tasso di violenza e di insensibilità verso gli Ultimi.

Il Volontariato “retribuito ”  produce prestazioni sporadiche e asettiche, favorite come sono dalle “mance” dello Stato.

E’ la politica paradossale del Volontariato finanziato.

E’ certamente l’antitesi delle vecchie forme solidaristiche votate e vocate  al bene comune.

Queste misure governative e regionali devono cessare perchè  non producono che  effetti  devastanti per le giovani generazioni.

Una prova provata e un esempio per tutti è dato ,lo abbiamo denunciato  da secoli , dalla Formazione professionale presente  nelle Regioni del Sud.

Molti gli Organismi e le Istituzioni religiose coinvolte.

Poca l’occupazione prodotta.

Al contrario, vi è un esercito di docenti di F. P. che ha creato solo  occupazione “fai da te ” con quote superiori ai quaratamila addetti.

E’ una delle contraddizioni denunciate da un ex Ministro del Lavoro.

A tal proposito vi sono , ancora ,oggi,Consiglieri regionali pronti a “interrogare” e a  perorare le cause di formatori che  mal si adattano alla chiusura dei Centri F. P. di Basilicata, inoperosi da  decenni.

Rivisitare, in chiave moderna,  l’ insigne politico Nitti e il meridionalista Rossi Doria senza alcuna vena storicistica, significherà per noi lucani,  liberal , di provata dignità e “senza prezzo”,  essere al centro dell’attenzione generale di un nuovo meridionalismo.

Se,  Sergio Romano e Giuseppe Galasso,  sono fermamente convinti della bontà degli insegnamenti di Nitti, ci sarà pure una ragione.

Se, al contrario, una popolazione, come quella lucana, sarà  ben rappresentata nei prossimi anni si  potrà riappropriare   del suo territorio e  potrà creare quei processi innovatori e  globalizzanti,  che l’attuale politica economica ha ridotto drasticamente.

Una penalizzazione che si  accompagna pure  ad  una riduzione drastica dei finanziamenti e delle attenzioni “politiche rivolte alla Basilicata”, nonostante South Streem e le migliaia di barili del petrolio lucano riversato verso ambigui triangoli orientali, Turchia compresa.

L’inazione collettiva produce “mostri”, colonialismi moderni, familismi disgustosi , clientele desuete  e tanta , tanta disoccupazione nonostante la presenza alla BIT del bravo e orgoglioso Vincenzo Petraglia.

mauro.armando.tita@alice.it

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